Restauro dell'interno della Chiesa di San Vittore a Cannobio (VB).

 

Dopo il primo lotto zona presbiterio che abbiamo completato ora stiamo iniziando il secondo lotto, partendo dalla controfacciata.

 
La Collegiata di San Vittore è una realtà ricca di storia.
La primitiva pieve di Cannobio venne costruita verso il 1076 e consacrata nel 1156. L'edificio fu ingrandito nel 1296 e, poi, successivamente nel 1575.
La prima pietra dell'attuale parrocchiale venne posta nel 1730.
Ora il restauro delle superfici interne continua con gli interventi sulla controfacciata: restauro degli intonaci, degli stucchi e delle parti in dipinto decorativo.

 

 


Restauro delle Sale poste al piano terra dei Palazzo Fumagalli sede del Municipio di Pozzuolo Martesana (MI).

 

L’edificio sito in Pozzuolo Martesana in Viale Martiri della Liberazione n.11 è l’attuale sede del Municipio ed apparteneva alla nobile famiglia Fumagalli, originaria della zona. 
L’immobile la cui costruzione è databile alla fine del XIX secolo, è a pianta rettangolare e si sviluppa su due piani fuori terra.
Si affaccia sulla via principale di Pozzuolo ed ha un ampio porticato verso un giardino interno. 
Verso il giardino si affaccia un braccio collegato al corpo principale anch’esso su due piani, un tempo destinato alla servitu’.
Al piano terra trovano spazio ampie sale di rappresentanza e uno scalone che conduce ai locali del piano primo.


Restauro delle superfici esterne ed interne del Chiesino del Redentore, Meda (MB).

 

Il "Chiesino del Redentore",  risalente alla fine del XIX secolo, sorge su via Parini, all’altezza del civico 2 a Meda (MB). La struttura si compone di un unico ambiente, forse frutto del riadattamento di una preesistenza architettonica. L'edificio ha un'unica navata con soffitto a volta, all’interno vi sono alcune decorazioni di carattere pittorico, tra cui l’immagine del Redentore, a cui la piccola chiesa deve il proprio nome.  Con il passare del tempo è necessario un intervento di restauro conservativo. All’interno l’impianto pittorico si presenta ancora visibile anche se bisognoso di un intervento di accurata pulitura e di protezione, e ove necessario di integrazione.All’esterno si nota anche a occhio nudo la necessità di intervenire sugli intonaci essendo alquanto ammalorati con, in più punti, dei distaccamenti. Sulla facciata principale vi sono anche elementi in pietra, cornici della porta di ingresso e della finestra, ammalorati.

 

 


Messa in sicurezza solai, tetti, facciata su Piazza Unità d'Italia di Palazzo Trotti sede del Comune di Vimercate (MB).

 

La più antica testimonianza storica dell'edificio risale al 1559, quando viene menzionato come una modesta "casa da nobile" di proprietà della famiglia Seccoborella. Sul finire del Seicento furono avviati importanti lavori di trasformazione della dimora in un vasto palazzo, intervento protrattosi sino alla seconda metà del secolo successivo, così efficacemente rappresentando il potere politico ed economico raggiunto dalla famiglia. Al primo quarto del XVIII secolo risale il desiderio di riammordernare l'apparato simbolico-decorativo del Palazzo aggiornandolo alle nuove istanze culturali ed estetiche settecentesche. E' questo dunque, il periodo nel quale si realizzano gran parte delle pitture parietali che ancora oggi si possono ammirare. Dopo la morte di Giovan Battista Seccoborella, nel 1733, e l'acquisizione della proprietà da parte di Giovan Battista Trotti, che aveva sposato Giulia Seccoborella nel 1718, riprese l'attività di rinnovamento del palazzo con un nuovo ciclo decorativo, attribuito a Giuseppe Antonio Orelli e alla sua bottega. Intorno alla metà dell'Ottocento iniziò per Palazzo Trotti un periodo di decadimento. La dimora con il giardino annesso fu venduta all'amministrazione pubblica che, dal 1862, la trasformò in sede municipale e, successivamente, destinò una parte dei fabbricati a sede delle scuole elementari. Dalla metà del Novecento il palazzo è stato al centro del dibattito sulla conservazione del centro storico di Vimercate, con l'avvio del complessivo progetto di manutenzione, restauro e valorizzazione.


Restauro della copertura e della Chiesa di San Gottardo al Corso a Milano.

 

Nel 1568 per volontà del cardinale Carlo Borromeo, la chiesa viene edificata in luogo della precedente. Nel 1740 l'intero edificio viene rimaneggiato. Tra il 1832 ed il 1836 la chiesa viene ampliata e restaurata su progetto dell'architetto Carlo Cereda. Nel 1896 su progetto dell'architetto Cesare Nava viene rifatta la facciata in stile neoclassico e viene disposto un piano per una decorazione in stile, con una campagna di affreschi capeggiata da Luigi Morgari; ai lati dell'altare maggiore Luigi Valtorta realizza i due affreschi.

La struttura dell’edificio è interamente in muratura mentre le coperture presentano una struttura in legno con rivestimento in coppi. La navata è scandita dalle quattro campate della struttura - una occupata dall’avancorpo e le altre tre in corrispondenza delle cappelle laterali - ben visibili anche dall’esterno ed è voltata a botte con sei unghie ad ospitare altrettanti finestroni. Il tiburio a pianta circolare è concluso da una cupola, mentre il presbiterio da una semicupola.


 

Intervento per le pareti interne ed esterne lucernario della Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, via Catone 10 - Milano. Chiesa progetatta nel 1960 e realizzata completamente nel 1967.

 

Il complesso ecclesiastico occupa un lotto trapezoidale alla Bovisa, periferia ovest di Milano, delimitato dalle vie Catone, Patti e Maffucci e attestato con altri fabbricati sino al limite di viale Jenner.
L'impianto è organizzato attorno a due fabbricati distinti e contrapposti, dalla forma molto irregolare, con un perimetro costituito dal continuo ricorso a linee spezzate, un incessante susseguirsi di avanzamenti ed arretramenti; non v'è linea che non s'intersechi ad angolo retto, nessuna inclinazione anomala ma compenetrazione continua tra esterno ed interno.
Vi è partecipazione anche del verde alla definizione degli spazi, di volta in volta con l'erba di prato che si insinua negli interstizi o con la chioma di alberi disposti a filare sul bordo del lotto o addossati all'edificio. L'alternarsi dei volumi genera scorci su zone in ombra, racchiuse in un chiostro o, piuttosto, aperte, nel disporsi delle facciate rivestite in cotto a differente tessitura, in un continuo e vibrante mutare di luce.
Ciò che più colpisce emotivamente di questa chiesa non è soltanto lo sviluppo dei prospetti, ma è soprattutto l'interno, dove alla bellezza del perimetro della grande aula unica si aggiunge la determinante partecipazione della luce.
Entrando nel tempio, da via Patti, attraverso il sagrato protetto da un porticato, ci si trova in uno spazio dilatato, definito dalle bianche pareti dalla irregolare superficie, dai pilastri scabrati in cemento armato, come roccia che si spezza e si frantuma originando linee ascendenti, verso la luce che spiove dall'alto. Annunciato da una intensa colorazione blu e dalla sonorità lieve, ma percettibile, di una caduta d'acqua, lo spazio del Battistero si apre attraverso un diaframma a lato della navata; al centro un monumento marmoreo vive per la presenza dell'acqua, una singola nota, una goccia che scivola su di esso e cade nella sottostante vasca; l'armoniosa combinazione della luce e del suono genera suggestioni poco lontane da quelle evocate da una grotta naturale.
Il trattamento della superficie muraria, l'avvincente mediazione della luce e il dispiegarsi consapevole degli spazi fanno di questo edificio un luogo sublime di concentrazione e di meditazione; Figini e Pollini rivisitano la cappella di Notre Dame du Haut, a Ronchamp, edificata un decennio prima da un maestro del Movimento moderno, raccogliendone i principii ispiratori.

 

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9 Luglio 2024


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